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Catania
10 Aprile, 2008Il teatro Bellini, la fontana dell’elefante, la via Etnea, il centro storico dichiarato patrimonio dell’umanità.
Sono molte le bellezze di Catania, ma questo non è un elogio all’architettura, alla storia piuttosto che all’arte… ma al suo mercato..! Colorato, profumato, chiassoso e disordinato.
Ci si deve alzare presto ed essere lì per le 7,30/8,00 al massimo. Così si possono vedere i banchi ancora colmi di pesce fresco, pescato da gente che passa le notti in mare per avere il banco pronto alle sei .
I pescatori urlano continuamente per attirare le loro prede, i catanesi, si scambiano informazioni fra di loro, vendono, trattano sul prezzo e promuovono la loro merce…
Il rosso dei tendoni, il blu delle ceste, i profumi, il continuo andirivieni, le urla… si rimane un po’ frastornati.
Io non so cosa fotografare prima, la vita, i pesci… sarde, polpi, tonni e tonnetti, razze…
E’ cosi che conosciamo Massimo. Il suo banco è uno dei piu’ grandi ed assortiti, posto in mezzo alla piazza, col tendone rosso e le lampadine accese.
Lui ci accoglie , come solo le persone del sud sanno fare, ci racconta del suo lavoro, ci invita a bere un caffè, ci suggerisce dove andare a pranzare e si fa fotografare con la sua pescata migliore.
Pranziamo lì, nella piazza, a quattro metri dal banco di Massimo, alll’osteria Antica Marina.
E qui mi fermo.
Non ci sono parole, esperienza unica ma non irripetibile, da rifare assolutamente.
Torneremo a Catania, al mercato, a salutare Massimo, a mangiare gli spaghetti cozze e mauro, a fotografare i tendoni rossi, perche’ quel posto e’ uno dei piu’ bei casini dove voglio tornare.
Baciamo le mani.
Categoria: luoghi e persone |












10 Aprile, 2008 at 15:43
ahhh le aguglie lo spada ahhhh….rggg! brutto bastardo…..prendo l’aireo e scenno….minchia…..